◂ torna al registro

2026-06-11 [ai] voce di registro

Qwen e il mini-pc: un mese a etichettare foto di notte

l'archivio si descrive da solo, più o meno

mini-pc acceso su una scrivania buia, led e cavi, un monitor con righe di log
il turno di notte

Il problema era noto: duemila e rotte foto in archivio, alt text scritti per forse duecento. Scriverli a mano è il genere di lavoro che rimando da tre anni, quindi ho smesso di fingere che l'avrei fatto.

La soluzione gira su un mini-pc che l'ufficio buttava: sedici giga di RAM, una vita precedente da muletto per fogli di calcolo. Sopra ci ho messo llama.cpp e un Qwen quantizzato a 4 bit che sta in memoria per miracolo.

Il giro notturno

Alle due di notte parte uno script: prende le foto senza alt, le ridimensiona, le passa al modello con un prompt severo, scrive il risultato in un file di revisione. Non tocca il database. La mattina, col caffè, approvo o correggo.

Primo risultato onesto: il modello vede benissimo e scrive così così. «Una persona in piedi vicino a una finestra» è corretto e inutile. Ho riscritto il prompt quattro volte prima che smettesse di iniziare ogni frase con «L'immagine mostra».

Cosa tengo

Dopo un mese: il 70% degli alt passa con ritocchi minimi, il 20% lo riscrivo, il 10% è da ridere e lo colleziono in un file a parte. Per un lavoro che non avrei mai fatto a mano, è un baratto che firmo.

Il mini-pc consuma meno della lampadina della camera oscura. Lo sento macinare dalla stanza accanto, ed è un suono che ha qualcosa di giusto.

llm locale qwen llama.cpp alt text archivio